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Mercato Nomentano: l’esperienza del primo Mercato d’Autore della Capitale

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Il primo Mercato d’Autore di Roma festeggia quasi un anno, a gennaio 2016  hanno infatti preso il via i lavori di riqualificazione che, hanno restituito al quartiere ed ai clienti una struttura rinnovata e più accogliente, un nuovo spazio di socialità dove recarsi non solo per gli  acquisti della spesa giornaliera ma anche per condividere “emozioni”, come descrive l’articolo pubblicato su Il Messaggero di sabato 14 gennaio. Ed è proprio la volontà  di restituire quelle emozioni che solo i luoghi ricchi di storia e tradizioni sono in grado di trasmettere,  che ha spinto e motivato il team di Mercati d’Autore a gettare il cuore oltre l’ostacolo, contagiando tutti, addetti ai  lavori e non, con la passione per i mercati rionali. A distanza di un anno dall’avvio del progetto e del blog attraverso il quale abbiamo iniziato a raccontare la nostra “idea” di Mercato d’Autore, nonostante le incertezze e le difficoltà derivanti dagli avvicendamenti alla guida delle Istituzioni Capitoline, nonostante  il quadro normativo ancorato a modelli che non rispondono più ad un mondo che cambia velocemente, nonostante tutto questo continuiamo a credere fermamente e con la stessa immutata passione che i mercati siano luoghi ricchi di fascino e di cultura e pertanto vanno sollecitati, affiancati e sostenuti affinché ritrovino la loro identità ed il loro splendore. Passione contagiosa che si sta trasmettendo ad altri mercati della città che nel corso del 2017 mostreranno il loro nuovo volto.  L’esperienza del Mercato Nomentano ha infatti dimostrato l’efficacia di un modello sostenibile di trasformazione e rinnovamento che parte dalla volontà degli operatori di fare rete per reinterpretare il mercato in chiave moderna.  A partire dall’evento di inaugurazione dello scorso marzo,  che ha presentato a tutti il volto rinnovato della bella struttura  di Piazza Alessandra, molteplici ed illustri testate nazionali hanno dedicato spazio al mercato dove, oltre a fare la spesa, si possono scambiare libri, organizzare  eventi o semplicemente sedersi per mangiare un panino o bere un caffè, circondati dai sorrisi, dai suoni e dalle voci che solo il mercato sa regalare. Dietro ogni banco c’è una storia da ascoltare, raccontare, tramandare e soprattutto custodire e, grazie agli strumenti che oggi la tecnologia  mette a disposizione questo racconto può arrivare ovunque ed essere condiviso.

Mentre tutto intorno cambia, l’aspetto del quartiere, gli abitanti, le abitudini, entrando in qualsiasi  mercato si ha la sensazione che il tempo si sia fermato e fra le rughe del volto del “fruttarolo” che capa i carciofi troviamo la strada che per un attimo ci porta indietro nel tempo, distanti dalla frenesia della quotidianità, in una dimensione magica.

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